Un tempo non era considerato un nemico. Oggi, invece, il Nichel è, per l’uomo, uno dei principali indiziati in diversi problemi di salute, arrivando a nuocere a circa il 10% della popolazione. 
Non solo Nichel, certo, anche Mercurio, Cobalto, Cromo, Cadmio. Tutti i metalli, entrando in contatto con il corpo, possono provocare danni più o meno visibili. 
A causarne la propagazione sono le industrie, le auto, in buona sostanza tutte le fonti inquinanti che immettono nell'aria che respiriamo e depositano nei terreni nei quali vengono coltivati i cibi, sostanze dannose per l'uomo. 

I sintomi sono alle volte visibili, altre subdoli. A livello cutaneo l'allergia al nichel si presenta con eritemi, eruzioni eczematose, pomfi e vescicole in tutto il corpo. Altri sintomi, invece, riguardano l'apparato gastrointestinale (gonfiore e dolori addominali, stipsi o diarrea, disturbi digestivi); si potranno avvertire, inoltre, stanchezza cronica, dolori articolari e muscolari tipici della fibromialgia, mal di testa, febbricola
Nei casi più complessi si parla di SNAS, Sindrome Sistemica da allergia al Nichel
Convivere con questa allergia, inizialmente, è molto complicato. Occorre prestare attenzione ai detergenti utilizzati, sia per il corpo che per la casa, al makeup, alle stoviglie, agli indumenti e al cibo. Questo ultimo aspetto è particolarmente complicato da gestire, perché la gamma di alimenti poveri di nichel è ridotta. Ciò non significa perdere il gusto della buona tavola, ma imparare ad adattare le ricette agli alimenti consentiti.
È bene ricordare che l'allergia al nichel segue percorsi diversi da quelli dell’allergia ai pollini o agli acari della polvere, manifestando solitamente i propri effetti  con azione immunologica ritardata anche di molte ore rispetto al contatto fisico o alimentare con il metallo allergizzante. È questa la ragione per la quale un cioccolatino ingerito oggi potrà sortire i suoi effetti, durissimi, nei giorni successivi. Ciò deve indurre il paziente a seguire sempre scrupolosamente la dieta e lo stile di vita nichel free così da preservare il suo organismo da reazioni successive.

Cosa evitare
Tutti gli oggetti contenenti parti metalliche laddove non espressamente indicato “nichel tested”: monete, collane, orologi, anelli, orecchini, piercing, cinture, fibbie, bottoni, parti metalliche di occhiali, scarpe, reggiseni, posate, pentole, chiavi, ecc, gli indumenti di colore nero e, come detto, alcuni alimenti. Da evitare cacao, cioccolato, mais, avena, grano saraceno, cereali integrali, frutta secca, tè, bevande in barattolo, aringhe affumicate, cozze, ostriche, crostacei, tutta la frutta tranne gli agrumi, le banane e le mele; soia, legumi, pomodori, lattuga, cipolle, asparagi, spinaci, funghi  lieviti artificiali, cibi in scatola, margarina. 

Come diagnosticarla
L’accertamento della allergia sistemica al nichel si articola attraverso una serie di passaggi diagnostici sequenziali che prevedono, anzitutto, l’esecuzione di un patch-test (applicazione di un supporto adesivo sul quale viene posizionato il solfato di nickel, da rimuovere 48-72 ore dopo la sua applicazione). A seguito della riscontrata sensibilizzazione allergica cutanea al nichel, il paziente, dopo avere condotto per un tempo congruo una dieta restrittiva a basso contenuto del metallo in questione, in ambiente protetto e a cura di personale esperto viene sottoposto a TSO (Test di Stimolazione Orale), praticato in doppio cieco versus placebo (cioè né medico né paziente conoscono ciò che in quel momento è somministrato, se placebo o dose di nichel, informazioni in possesso di una terza persona), utilizzando dosi crescenti del metallo.

Come curarla
In favore dei pazienti con SNAS, opportunamente e correttamente diagnosticati, potrà e dovrà essere impostato un trattamento personalizzato che potrà prevedere anche una terapia vaccinica specifica, ma che dovrà soprattutto fondarsi su una competente gestione delle problematiche nutrizionali, spesso difficili da gestire in assenza di indicazioni minuziose e “a misura di paziente”.