In estate, a causa del caldo e delle temperature in aumento, gli alimenti sono maggiormente esposti a contaminazioni, specie se non vengono conservati in maniera adeguata. Il caldo afoso, al contrario del freddo, favorisce la proliferazione dei germi nelle acque e nei prodotti che consumiamo a tavola.
La maggiore diffusione di cibo che può diventare avariato implica inevitabilmente una più alta incidenza nella stagione estiva di disturbi allo stomaco, primo fra tutti la gastroenterite batterica contratta proprio per intossicazione alimentare.
 

Quali sono le cause e i sintomi della gastroenterite batterica?
 
La gastroenterite batterica è un’infiammazione dell’apparato gastrointestinale. Può essere provocata da diversi batteri: Escherichia coli, Salmonella Campylobacter, Staphylococcus, Yersinia, Bacillus e Vibrio.
I sintomi dell’infiammazione del tratto intestinale insorgono dopo 24 ore dalla contrazione del virus, e possono durare, a seconda della gravità della infezione, da 1 a 10 giorni.
La manifestazione più comune è la dissenteria, associata in certi casi al vomito. E’ possibile inoltre avvertire crampi, mal di testa, debolezza, e dolori alle articolazioni, e avere anche febbre.
 

Quali sono i fattori di rischio per le intossicazioni alimentari?

Il cibo può contaminarsi nella fase della sua produzione, elaborazione o della cottura. L’intossicazione alimentare ha una serie di fattori di rischio come la scorretta conservazione del cibo che necessita di una temperatura inferiore ai 5°C, la cottura incompleta, il contatto del cibo con mani sporche o la consumazione di cibo scaduto.

> Attenzione al pesce crudo: consumare il pesce crudo può far aumentare la possibilità di contrarre oltre che intossicazioni alimentari anche infezioni o sviluppare allergie. Frutti di mare quali molluschi (ostriche, mitili, vongole), crostacei, ma anche sushi, marinati, carpacci e tartare di pesce contengono microrganismi, batteri patogeni e tossine, potenzialmente responsabili di disturbi allo stomaco.
Per scongiurare il rischio di disturbi alimentari da pesce crudo, chi materialmente pesca il prodotto, è tenuto a rispettare le indicazioni della normativa europea (CE) N. 853/2004, che stabilisce tutte le regole da seguire dal momento della pesca alla lavorazione. I prodotti che saranno consumati crudi, marinati o affumicati vanno congelati a -20°C per 24 ore, sia a casa che nei ristoranti, per evitare la proliferazione di parassiti.
 
> Altri cibi particolarmente soggetti a contaminazione sono: carne cruda e pollame; cibi pronti come salumi, paté, formaggi freschi e panini preconfezionati; prodotti caseari, come le uova e il latte.
 
La disidratazione, a volte, può causare l’intossicazione alimentare. Una complicazione che può rappresentare un rischio più serio su persone malate, particolarmente vulnerabili agli effetti di un’infezione o sugli anziani over 65 anni che hanno un sistema immunitario più debole.  
 

Quali sono i rimedi per un'intossicazione alimentare? 

Per rimediare agli effetti della intossicazione alimentare, è fondamentale reintegrare liquidi e i sali minerali persi attraverso l’assunzione di acqua, bevande, apposite soluzioni reidratanti e una dieta ricca di frutta e verdura.


E per quanto rigurda la prevenzione?

Sicuramente è fondamentale una corretta gestione, conservazione e preparazione degli alimenti, oltre ad una buona igiene.