Cene tra amici, aperitivi sulla spiaggia, grigliate, pranzi al sacco e tanti spuntini fuori orario: in vacanza capita spesso di lasciarsi andare, soprattutto a tavola, e di cedere alle tentazioni del palato. Al rientro dalle vacanze però la forma fisica può aver subito dei cambiamenti che ci mettono a disagio e ci spingono a seguire una dieta alimentare priva di grassi, ma al contrario ricca di fibre, vitamine e di sostanze antiossidanti.

Per rimediare ai “peccati di gola” dell’estate, una delle diete più gettonate è quella crudista.  Come suggerisce già il nome, si tratta di una dieta a base di alimenti che non vengono cotti e comunque mai cucinati ad una temperatura superiore ai 45 gradi. Secondo i sostenitori del crudismo, l’assenza di cottura consente di mantenere le proprietà nutritive degli alimenti intatte e quindi rappresenta un modo salutare di mangiare. Non tutti i nutrizionisti concordano su questo. Vediamo nel dettaglio benefici e controindicazioni della dieta crudista.

La dieta crudista si ispira alla origine primitiva dell’alimentazione umana.  Esistono diversi filoni che rientrano in questa tendenza alimentare: c’è chi consuma tutto crudo, compresa la carne e il pesce (crudismo onnivoro); chi invece predilige solo prodotti vegetali come frutta, verdura, semi, germogli e alghe (crudismo vegeteriano).

La versione vegetariana ha un effetto disintossicante, in quanto si basa principalmente sull’assunzione di frutta e verdura, che aiutano l’organismo ad eliminare le tossine e a rimuovere le sostanze nocive dall’apparato digerente, oltre a favorire la circolazione del sangue e la funzionalità dei vasi linfatici. Senza dimenticare che mangiare ortaggi crudi così come frutti di ogni tipo immette nel nostro corpo grosse quantità di antiossidanti, preziosi per la prevenzione di numerose patologie, anche cardiovascolari. Tra i cibi consumati crudi ci sono anche bacche, erbe, noci e frutta secca a guscio, semi e germogli, alghe  che contengono una forte quantità di fibre vegetali, responsabili di molteplici effetti positivi sul nostro organismo.

Nel crudismo sono consentite soltanto alcune tecniche di lavorazione e cottura dei cibi: è ammesso centrifugare, frullare, passare, disidratare o ancora essiccare e marinature gli alimenti. Solo così – secondo quanti seguono questa pratica alimentare  - si possono conservare le proprietà nutrizionali degli alimenti, come vitamine, enzimi e sali minerali, altrimenti eliminati dalla cottura.

Nonostante la larga diffusione, molti nutrizionisti sono contrari al ricorso alle diete crudiste Tra le ragioni del dissenso, il rischio di reazioni negative da parte dell’intestino ai cibi non cotti che si possono tradurre in meteorismo, tensione addominale o flatulenza. Il consumo eccessivo di cibi – stando ai detrattori – comporta inoltre una minore capacità del nostro corpo di resistere alle temperature basse, e quindi di difendersi dal freddo. Un altro aspetto sottolineato dai nutrizionisti a sfavore del crudismo è la presenza di batteri negli alimenti crudi, potenziali nemici della flora intestinale. 

Prima di seguire una qualunque dieta alimentare, anche quella crudista, è consigliato consultare un medico. Serve il parere di un esperto per scegliere un tipo di alimentazione piuttosto che un altro: il nutrizionista o il dietologo valuta l’apporto di tutte le sostanze utili al corpo, evitando carenze che possono danneggiare la salute.