L’ipertensione che colpisce 17 milioni di persone in Italia causando possibili problemi al cuore, può rappresentare un fattore di rischio oggi anche per i bambini. Trascorrere troppo tempo davanti ad un computer o per ore alle prese con un tablet può incidere in maniera negativa sulla crescita dei più piccoli, in quanto la sedentarietà è un fattore di rischio per l’insorgenza futura di patologie cardiovascolari già in età pediatrica.
 
Uso smodato di tablet e Internet
Il disturbo nella fascia di età che da va dai 4 agli 8 anni è molto più diffuso di quanto si possa immaginare: ne sono colpiti circa il 4% tra bambini e ragazzi. A causare la sedentarietà contribuisce tra le cattive abitudini il tempo trascorso dai più piccoli su Internet, attraverso computer e tablet. A ribadirlo è anche uno studio pubblicato sulla rivista “Journal of School Nursing” dai ricercatori dell’ospedale Henry Ford di Detroit (Usa) secondo cui troppo tempo davanti a pc e smartphone aumenta le possibilità di diventare in sovrappeso.
 
Fare sport almeno 2 volte alla settimana
È dimostrato, al contrario, che l'attività fisica, almeno due volte la settimana, aiuta ad abbassare i valori della pressione mentre l’uso eccessivo di Internet riduco lo stimolo a fare attività sportiva e sempre più bambini si ritrovano a fare i conti con l’immobilismo e anche con problematiche legate alla obesità.
 
 
Misurare la pressione e occhio all’alimentazione
Il problema dell’ipertensione in età pediatrica non va dunque sottovalutato e la pressione è consigliato misurarla anche ai più piccoli.  Tra le cause dell’ipertensione c’è inoltre la cattiva alimentazione che ha come conseguenza diretta il fatto che il 20,9% dei bambini nella fascia di età 8-9 anni sono sovrappeso e il 9,8% è obeso (secondo il Ministero della Salute). Un bambino sovrappeso su venti ha la pressione elevata e un bambino obeso su quattro è iperteso.
 
L’importanza della prevenzione
L’ipertensione rappresenta quindi una condizione che può predisporre un bambino a subire ictus o infarto da adulto. Per questo serve la prevenzione già in età infantile: il primo punto di riferimento per la salute dei piccoli è il pediatra che può sensibilizzare i genitori  e, in caso di patologie, può aiutarli a rivolgersi a centri specializzati per la diagnosi e il trattamento della ipertensione.
La prevenzione consiste quindi nella sensibilizzazione al problema della comunità medica e delle famiglie, ma serve anche a individuare soggetti maggiormente a rischio già nei primi anni di vita.